La seconda sessione della serie autunnale/invernale del Colloquio Virtual Routes vede come ospite Linda van der Horst, del Ministero degli Affari Esteri olandese e dell’Università di Leida.
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Abstract
L’accesso a dati strutturati di alta qualità è un aspetto fondamentale della ‘triade’ AI (algoritmi, dati e potenza di calcolo) che determina la potenza e l’efficacia di un sistema di apprendimento automatico. La Cina, pur perseguendo attivamente capacità all’avanguardia nel campo del AI, sta anche promuovendone la diffusione come vantaggio competitivo, sia per potenziare tali capacità sia per utilizzare il AI al fine di rafforzare i propri settori industriali. Il suo obiettivo è creare un ciclo di feedback costante (‘volano dei dati’) in cui l’adozione diffusa del AI (a basso costo) in tutti i settori generi dati del mondo reale che possano a loro volta essere utilizzati per far progredire gli stessi modelli AI. A tal fine, la Cina ha intrapreso un approccio senza precedenti che coinvolge l’intero governo per costruire un’architettura dei dati a livello nazionale e sta perseguendo una politica industriale dei dati. Gli sviluppi politici della Cina non sono passati inosservati a Washington DC, e gli esperti stanno già chiedendo una risposta da parte degli Stati Uniti. Questo articolo cerca di analizzare le implicazioni geopolitiche della politica industriale dei dati della Cina. In primo luogo, l’articolo esamina l’impatto sulle relazioni tra Stati Uniti e Cina attraverso la lente della diplomazia tecno-economica. In secondo luogo, l’articolo intende comprendere le implicazioni per l’autonomia dei paesi terzi, sia sviluppati che in via di sviluppo.
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