La terza sessione della serie autunnale/invernale del Colloquio Virtual Routes vede come ospite Ann-Katrien Oimann dell’Università di Tilburg.
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Abstract
La crescente sofisticazione delle minacce informatiche — dalle violazioni di dati di routine a operazioni complesse e di lungo periodo come le minacce persistenti avanzate (APT) — ha portato a un ricorso sempre maggiore all’intelligenza artificiale (AI) nel campo della sicurezza informatica. L’AI viene ora impiegata sia a scopo difensivo, per migliorare il rilevamento e la risposta alle minacce, sia a scopo offensivo, per aumentare la portata e la precisione degli attacchi informatici. Mentre le implicazioni etiche dell’AI nei sistemi autonomi fisici hanno ricevuto notevole attenzione negli ultimi anni, l’uso dell’AI nelle operazioni informatiche rimane in gran parte inesplorato dal punto di vista etico. Man mano che le capacità autonome nel cyberspazio si espandono in un contesto normativo ambiguo, l’analisi etica diventa sempre più urgente. Il presente articolo mira a colmare questa lacuna offrendo una prima valutazione normativa dei sistemi autonomi basati sul principio AI nel cyberspazio. In primo luogo, delineiamo la relazione bidirezionale tra il principio AI e la sicurezza informatica e forniamo una panoramica delle caratteristiche chiave delle operazioni informatiche nel contesto della guerra. In secondo luogo, identifichiamo tre rischi etici che emergono in questo ambito. In terzo luogo, valutiamo le implicazioni di tali rischi per un impiego responsabile. In tal modo, l’articolo contribuisce al più ampio dibattito sull’etica del AI, mettendo in luce un ambito che è al tempo stesso socialmente rilevante e che rimane in gran parte trascurato nelle attuali analisi etiche e nei dibattiti normativi.
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