La prima sessione della serie autunnale/invernale del Colloquio Virtual Routes vede come ospite Jack Goldsmith, specialista in corporate governance AI presso l’Human Technology Institute (HTI) dell’Università di Tecnologia di Sydney (UTS).
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Abstract
Il software open source (OSS) è alla base di oltre 90% della tecnologia moderna ed è fondamentale sia per le catene di approvvigionamento AI che per quelle della sicurezza informatica. Tuttavia, le comunità OSS continuano a essere sottovalutate come attori geopolitici, nonostante la loro crescente influenza sulla governance tecnologica, sulla sicurezza e sull’innovazione. Comprendere le loro motivazioni, la loro organizzazione e i loro metodi sta diventando sempre più importante.
Il presente documento sostiene che le comunità OSS si distinguono sia dalle aziende tecnologiche di tipo statale sia dagli attori informatici non statali. La loro natura decentralizzata, transnazionale e spesso pseudonima conferisce loro una doppia identità. Da un lato vi sono istituzioni visibili, quali fondazioni e piattaforme online, che interagiscono con i governi e le autorità di regolamentazione; dall’altro, una rete diffusa di singoli collaboratori, università, aziende e governi che sviluppano e mantengono collettivamente il software libero.
Sebbene siano geograficamente disperse e basate in gran parte su rapporti tra pari, le comunità OSS possono esercitare una notevole influenza politica. Attraverso un caso di studio sulla resistenza delle comunità OSS al Cyber Resilience Act dell’UE, il documento dimostra come queste reti possano organizzarsi e influenzare gli esiti normativi. Si conclude che le comunità OSS non rientrano nei modelli tradizionali di attori digitali e richiedono pertanto nuovi approcci alla governance e al coinvolgimento. In tal modo, il documento offre una delle prime analisi di relazioni internazionali sulle comunità OSS e sul loro ruolo nella geopolitica contemporanea.
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